Friday, July 23, 2010


A SETTEMBRE E OTTOBRE INIZIANO I NUOVI CORSI PER DIVENTARE VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, PRESSO IL COMITATO LOCALE DI PAVIA.

Per informazioni ed iscrizioni:
Compilare il form sul sito http://www.vdscripavia.it/web/ nella sezione contatti - servizio ricontattami e si verrà richiamati; oppure telefonare presso la sede della Croce Rossa di Pavia (0382/472352), assicurandosi di lasciare nome, cognome, numero di telefono ed mail!

DAI 14 ANNI, FINCHE' HAI FORZA E VOLONTA', VIENI CON NOI. DIVENTA ANCHE TU VOLONTARIO DELLA
CROCE ROSSA ITALIANA
Arriva l'estate e si pensa alle vacanze, ma noi vogliamo metterti un piccolo "tarlo" in testa: chi garantisce la tua sicurezza nelle tue vacanze? Chi è pronto nei luoghi di soggiorno, lunghe le strade dell'esodo, ma anche nelle città svuotate, per chi resta? Un mondo, un mondo fatto di cittadini come Te, che dedicano parte del loro tempo a favore degli altri, assolvendo a un dovere morale e civico, di mutuo soccorso e di reciproca assistenza. Queste persone sono i VOLONTARI.
Quando farai rientro dalle tue brevi o lunghe vacanze e la vita riprenderà il suo normale giro, anche lì ci saranno persone pronte ad intervenire e capaci di assistere, allora rifletti: cosa ha più bisogno questo "esercito" di persone per poter operare con continuità e bene?
Ha bisogno di Te! Ha bisogno del Tuo aiuto! Ha bisogno del Tuo sostegno! Ha bisogno della Tua partecipazione!
Una volta si diceva "entra in Marina e girerai il mondo", oggi entrando nella Croce Rossa Italiana, come Volontario delle Componenti Civili o di quelle Ausiliarie alle Forze Armate, non solo potrai anche girare il mondo, ma potrai conoscere un mondo di persone.
Dopo le Tue vacanze, il prossimo Settembre e Ottobre, nelle sedi territoriali dellla Croce Rossa Italiana, ì in tutt'Italia, avranno avvio gli stagionali Corsi di Ingresso al Volontariato civile in CRI,per far parte della Rete Territoriale dell'Associazione, a cui si può accedere, sia che si sia italiani, o che si sia stranieri (se soggiornanti regolarmente in Italia), e purchè si abbia compiuto i 14 anni. Nello stesso tempo, se invece si vuole far parte delle Componenti Ausiliarie CRI alle FF.AA, avranno inzio gli Anni Accademici, dei corsi per diventare Infermiera Volontaria CRI, e gli arruolamenti nel Corpo Militare CRI.
Le attività di volontariato nella Croce Rossa Italiana, sono molteplici, differenziate per attitudine, esigenza del territorio e disponibilità del volontario, ruotano comunque a grandi aree:
- le Attività Socio Assitenziali verso gli strati più deboli e vulnerabili della popolazione;
- la Protezione civile sia in Italia che all'estero;
- il Pronto Soccorso e il trasporto degli infermi con autambulanza e mezzi specifici;
- l'Educazione dei giovani e della popolazione in genere, ai principi della solidarietà, della salute e del soccorso e della mutua assistenza;
- la raccolta e l'educazione alla Donazione del Sangue;
gli Interventi Umanitari all'estero;
- la Difesa Civile;
- i Servizi Sanitari ausiliari alle Forze Armate, sia in Italia che all'estero.
Diventare volontario della Croce Rossa Italiana, significa di certo anche sacrificare una parte del proprio tempo in favore di altri, ma anche di se stessi, perchè nell'aiutare chi soffre, il cittadino che si fa volontario, cresce e matura, non solo in termini di sensibilità, ma anche di coscienza civica.
Chi aderisce alla Croce Rossa, non viene a far parte solo di una Associazione locale di scopo, ma come detto di un mondo internazionale, che veramente ti da anche la possibiltà di conscere cose nuove e di rivedere cose vecchie con una focale diversa, aiutando chi soffre e chi ha bisogno di aiuto.
Siamo in 187 Paesi del Mondo, parliamo una babele di lingue e di idiomi, abbiamo colori della pelle diversi tra di noi e apparteniamo a razze e religioni diverse, ma da 150 anni ci riconosciamo nel mondo unitì dai nostri simboli di protezione e neutralità la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa e il Cristallo Rosso.
Pensaci: vogliamo essere il "tarlo nella tua testa" per questa estate.
Vieni con noi! Diventa anche Tu un Volontario della Croce Rossa Italiana.

Sunday, March 21, 2010

Benvenuta primavera (giornata di pioggia)

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

Sunday, March 07, 2010

Una settimana....

... o per la precisione, 5 giorni lavorativi.... 40 ore effettive.... tanto mi separa dalla fine di questa avventura a Brissago, in terra svizzera.
E quindi, come alla fine di ogni cosa, il bilancio è d'obbligo. Mettere nero su bianco quanto avvenuto ci permette di meglio osservarlo, di valutarlo, di razionalizzare e forse un giorno di ricordare.

Premessa fatta, ora tocca ai conti!
Non è stato un periodo facile, e questo è innegabile; è sotto gli occhi di tutti coloro i quali ogni giorno hanno sentito le mie parole: il senso di non appartenenza, la mancanza di "vita" e di "colore", mi hanno veramente portata al limite della mia sopportazione; ho temuto più e più volte di non trovare il coraggio di prendere il treno alla domenica sera e ritornare qui. Una prova di forza notevole, che ovviamente ha influito su di me e forse mi ha resa ancora più forte.... pur avendo dimostrato palesemente le mie debolezze: io che sempre sostenevo che la solitudine non era un terribile mostro.... ed invece... invece.... la solitudine non è un mostro se e solo se hai i mezzi per combatterla, per riempire il tempo e farlo trascorrere, impegnarsi in qualsiasi attività, piuttosto che rimanere fermi a guardare il tempo che scorre....

Cos'altro? Tutto quello che ho imparato qui. Tutto quello che ho potuto osservare. Tutto quello che ho potuto fare. Tutto quello che ho intravisto di poter fare in un futuro.
Quello che vorrei essere e soprattutto cosa non vorrei essere... Come non vorrei essere. Ho aperto gli occhi su come vorrei configurare la mia professione, su quali ambiti dirigere il mio sguardo e su cosa ancora - cosa molto importante - devo formarmi: ora so di cosa sono manchevole. E voglio rimediare.
Ho visto anche quello che come persona non vorrei mai sperimentare e nutro la profonda speranza che il futuro non riservi a me e a chi amo ciò che ho visto.

Ho imparato ancora una volta, ancora più intensamente, quanto sia difficile vivere... e ancora di più quanto sia difficile vivere dopo che la medicina ti ha salvato dalla morte, vivere dopo che qualcosa dentro si è rotto irrimediabilmente, vivere cercando di rimediare al danno fatto, vivere in attesa di morire.
Ho imparato con le mie mani che la malattia è terribilmente democratica, a tal punto che collide con i sistemi socio-assistenziali di cui questo Stato - e non solo questo Stato - si vanta. E' talmente sopra le parti, che non ti guarda in faccia, ma colpisce e basta!
E quanto incredibilmente sia difficile accettare tutto ciò...
E così, di fronte a questo fatto che ha i connotati di un assioma, il piccolo uomo, col suo Sistema Nervoso Centrale un po' barcollante, decide che lui ha diritto alla camera singola con vista sul lago, dato il costo del suo premio assicurativo; oppure decide che non è il caso di combattere e si lascia andare; oppure decide di doversi ritenere fortunato - "ho una seconda possibilità" si dice - e prova a cambiare; oppure si dice "è l'ultima opportunità che mi viene data" e prova a farla durare quanto più è possibile. Si conducono delle battaglie che hanno già, a lungo termine, la vittoria scritta - d'altro canto questo è il vero senso della vita, no? -; il nostro tentativo è far in modo che lo scontro duri quanto più a lungo possibile.

Qui ho imparato che un gesto ed uno sguardo hanno un valore incredibile: le solite parole, qualcuno dirà, i soliti moralismi..... quel qualcuno però non avrà visto lo sguardo di paura, lo sguardo di smarrimento negli occhi di un afasico che non comprende e non sa esprimersi, non ne capisce la ragione, non sa come venirne fuori. E allora lì scopriamo il potere di quella parola così strattonata che è EMPATIA.
Ho imparato che spesso il nostro cervello cade vittima di una tale condizione per cui anche le cose più semplici perdono di significato e diventano inconoscibili: avresti dovuto aspettartelo, mi direte, dopo 5 anni di università. E' vero, vi rispondo, ma un conto è leggere la definizione di agnosia, un conto è vedere un uomo che non è in grado più di riconoscere un bicchiere e non lo sa più usare.
Ed infine ho imparato che sporcarsi le mani, fa pensare. Che il confronto diretto con un altro che soffre, necessariamente impone una riflessione su se stessi e un confronto con le proprie idee e paure.

Ero una quasi fatalista prima di arrivare qui. Ora lo sono ancora di più. Possiamo fare ogni sforzo per cercare di preservare noi stessi, ma su certi aspetti non possiamo agire, non abbiamo controllo... è così difficile ammetterlo che preferiamo convincerci del contrario.

Lascio questo posto, così controverso; lascio questo luogo, così pieno di emozioni contrastanti; lascio questo paesino sul lago e la sua gente che non ho conosciuto.

Dentro di me la profonda convinzione di un cambiamento avvenuto. L'ennesimo. Il definitivo?


Thursday, February 25, 2010

Io sto dalla parte delle orche....

Che roba indegna!!! Chissà come mai fuori, nell'oceano, in mare aperto, le orche non si avventano sugli esseri umani... forse perché lì sono libere, libere e lontane dagli uomini, così come madre natura le ha create. Vorrei che vi soffermaste sulle dimensioni delle piscine nel quale sono costrette a vivere in questi parchi... non c'è da sorprendersi se poi un giorno una di esse comunica il suo grave disagio..... non chiamatele ASSASSINE! Assassini sono coloro i quali rinchiudono questi splendidi esseri in piccole vasche da bagno e poi hanno il coraggio di affibbiarli epiteti atti a risvegliare le pure ataviche dei singoli... giusto per fare in modo che i proventi degli incassi di questi pseudo-circhi aumentino!!!!! sono indignata!




Thursday, February 04, 2010

Gli infiniti orizzonti della frase di un burocrate....

Daniele docet: "Ogni contribuente è un puzzle da risolvere e incastrando ogni pezzo si ottiene la figura finale. Ma in alcuni casi si sono persi i pezzi e devi impazzire per trovarli!"

Interessante però come questa frase si adatti perfettamente anche ai pazienti neurologici: un evento a carico del SNC ha messo a soqquadro il quadro cognitivo.... e sta al riabilitatore ritrovare la giusta strada...

... interessante come questa frase si adatti perfettamente anche alle anime sperdute, a coloro i quali si sentono rotti dentro e devono ritrovare la strada verso "il senso unitario del sé"....

PS: Daniele, perdona l'appellativo nel titolo! ...

Wednesday, February 03, 2010

In fatigationi veritas


Ci sono giornate in cui la stanchezza ha il sopravvento su ogni nostra capacità, impedendoci di trovare soddisfazione anche in quelle attività che, di media, ci permettono di rilassarci: un buon libro, una bella conversazione, della musica accattivante, un film....

E' un periodo che la mia stanchezza ha il sopravvento su ogni cosa.... e soprattutto riesce a tirar fuori voglie inconsulte, come dolcezze e leccornìe, o desideri non esaudibili, come una bella spiaggia e il sole e il caldo....


D'altro canto forse lo stato di stanchezza è in grado di rivelare i nostri veri bisogni e le nostre necessità; qualcuno potrebbe dire che si tratta di semplici "capricci" o "voglia di attirare l'attenzione per farsi coccolare", e non sono tanto sicura da poter negare queste affermazioni.
D'altro canto la stanchezza è quell'elemento che permette ad una persona di rendersi conto che dopo una lunga e stressante giornata, pur dovendo essere serena perché per una volta tanto il frigorifero di casa sua sarà trasbordante di roba e potrebbe avere la possibilità di mangiare una semplice mela oppure di prepararsi un pasto luculliano (ha tutte le possibilità di scelta, l'eccezione di una serata!), tutto ciò di cui avrebbe bisogno sarebbe l'idea che quella sera, dopo una lunga giornata, ci fosse una presenza a casa, al quale chiedere un abbraccio; avrebbe bisogno di pura fisicità. Senza necessariamente delle parole di contorno......
Sarebbe interessante scoprire se quella stessa persona, nelle condizioni in cui la stanchezza ancora non ha preso il sopravvento, direbbe all'oggetto della sua recriminazione (la figura domiciliare assente!) il suo bisogno incessante di sentirsi stretta.... oppure se i freni inibitori dell'orgoglio, la pretesa di dire a se stessa "sono in grado di tollerare ancora", non le impedirebbero comunque di lanciarsi in un libero sfogo.

In una totale associazione libera, In fatigationi veritas!

Tuesday, January 19, 2010

Ὠκεανός


.... ci sono giorni in cui un uomo si sente così....

... così piccolo di fronte alla
caoticità che lo circonda,
all'ineluttabilità del fato,
alla democrazia della malattia,
alla gelosia,
all'ipocrisia,
all'amnesia degli altri,
all'indifferenza degli altri,
ai pensieri sensa senso,
alla sua stanchezza,
al senso di inadeguatezza,
al futuro,
al passato,
al senso di colpa,
all'amore,
a quello che vorrebbe essere,
a quello che è,
alle sue azioni,
ai suoi punti interrogativi,
ai silenzi che si impone,
ai silenzi che gli sono imposti,
alle grandi opere degli altri,
al suo corpo,
ai suoi sogni,
al suo senso di libertà,
alle catene mentali che si autoimpone,
alla sua ansia,
alle sue paure,
alle sue speranze,
al suo lavoro...

... a se stesso; a quel forte sentimento di essersi estraneo, di non conoscersi.
Un giorno un uomo si scopre diverso da com'era....
... e quell'oceano, che senza briglie si muove incontrastato, lo sormonta. Un'onda dietro l'altra.

Monday, January 11, 2010

608....

... è ad oggi il numero di ore...

... e più lo leggo, più mi rendo conto che c'è qualcosa di sbagliato in questo...

Wednesday, December 30, 2009

Ciao splendido 2009....

Come ogni anno, alla fine dell'anno....
... si fa il consultivo dei 365 giorni trascorsi. Il 2009? E' stato un anno estremamente interessante, nonché pieno di grandi soddisfazioni, grandi cambiamenti... e perché no, anche di nuove esperienze e grandi sentimenti....
Ovviamente tante cose erano già nascoste negli ultimi mesi del 2008; Daniele ad esempio è una di quelle cose che fortunatamente ha accompagnato tutto questo anno; e me lo porto anche nell'anno prossimo e spero che sarà così per ogni consuntivo annuale!!!!
Mi ha riportato la gioia di vivere e di assaporare dolci momenti; ho ritrovato il gusto del concetto di "due persone che stanno insieme", la sensazione di essere una persona speciale e di essere in grado di donare a qualcun'altro quello che ho dentro... Lui è stato l'artefice di tante piccole nuove cose, come i giri in moto, le piccole fughe a mare od in giro per l'Italia, e di grandi cose, come lo spettacolare ed entusiasmante viaggio a Parigi, il sogno di una vita...
Il 2009 è stato anche l'anno della mia consacrazione ufficiale come PSICOLOGA!... 17 luglio 2009 a Pavia mi sono laureata: 110/110 e lode! Indescrivibile la sensazione di pace che ho sentito dentro quando sono state scandite quelle brevi parole... la rivincita mia personale e di quelle persone - i miei genitori e mio fratello - che con l'affetto, il supporto, l'amore mi han permesso di superare il peggio per giunger al massimo!!! Oggi, ripensando a quel momento, ho ancora le lacrime agli occhi... pochi sanno cosa ha voluto dire presentarmi davanti a quella discussione e discutere la MIA TESI DI LAUREA.... e pochi ancora possono sentirsi in diritto di dire: io c'ero, io ho contribuito!
E poi l'altra grande soddisfazione dell'anno: IL MIO DOTTORATO!!! così tribolato, così sospirato, borsa no... e poi borsa si!!!! La possibilità di fare per tre anni ricerca, la possibilità di incanalare la mia passione per il cervello in qualcosa di tangibile.... Una bella occasione di portare avanti ciò che amo.... e di sentirmi grande!!!
E poi... e poi.... la mia partenza per la Svizzera, per questa terra dove sono venuta a cercare esperienza e conoscenza... a modo suo, me le sta fornendo, ma tutto ha un gran prezzo! e che prezzo!
Cos'altro in questo 2009? beh, sicuramente nuove amicizie e legami - Laura -, nonché le delusioni nei confronti di persone il cui comportamento ha dell'inverosimile - quanto vorrei che leggessero, nella speranza che un loro atto di coraggio potesse salvarle dall'oblìo nel quale il mio razionalissimo cervello le sta gettando -.... Come in ogni vita che scorre poi non sono mancati i momenti negativi, ma l'importante è riuscire a superarli fino a poter giungere al consultivo e non ricordarli...
La speranza è ovviamente che il 2010 possa essere all'altezza del 2009... e che lo superi... di margini per il superamento ovviamente ce ne son sempre.... ma per una volta posso salutare un anno e dire: "sei stato un anno spettacolare, mi mancherai!"...
Ciao splendido 2009.....

Thursday, December 17, 2009

Monday, December 07, 2009

Sogno - Andrea Bocelli

Va ti aspetterò
Il fiore nel giardino segna il tempo
Qui disegnerò il giorno poi del tuo ritorno
Sei cosi sicura del mio amore
Da portarlo via con te
Chiuso nelle mani
Che ti porti al viso
Ripensando ancora a me
E se ti servirà lo mostri al mondo
Che non sa che vita c'e
Nel cuore che distratto sembra assente
Non sa che vita c'e
In quello che soltanto il cuore sente
Non sa.
Qui ti aspetterò
E ruberò I baci al tempo
Tempo che non basta a cancellar
e Coi ricordi il desiderio che
Resta chiuso nelle mani
Che ti porti al viso
Ripensando a me
E ti accompagnerà passando le città da me
Da me che sono ancora qui
E sogno cose che non so di te
Dove sarà che strada farà il tuo ritorno
Sogno
Qui ti aspetterò
E ruberò
I baci al tempo
Sogno
Un rumore il vento che mi sveglia
E sei già qua.

Wednesday, December 02, 2009

e un anno fa.....


... senza che ci fosse bisogno di dire tante parole, abbiamo capito fin da subito che qualcosa di speciale e di meraviglioso potesse nascere tra noi....


...."perchè ho passato 3 mesi a rincorrerti e finalmente adesso non ti devo più solo pensare ma ti posso anche vivere", mi hai detto.....


un anno insieme... fatto di tanti piccoli gesti che riempiono il cuore; e di tante belle esperienze che ci hanno regalato momenti di esaltazione.....


Oggi sarei voluta essere lì, vicina a te, per abbracciarti come faccio sempre..... ma sono lontana, fisicamente. Ma sono ugualmente ed intensamente lì vicina a te, a stringermi al tuo cuore....


un anno fa davamo forma allo SPLENDIDO CONCETTO DI NOI....


Wednesday, November 25, 2009

un anno ...

Un anno fa questa giornata era il culmine di un periodo di grande malinconia e di sofferenza, sarebbe stata seguita da giorni di dolore, di malessere interiore, di lacrime, di frasi dette senza pensare, di giudizi gratuiti.
Oggi ci penso e vedo ancora grande malinconìa rispetto a tutto questo; perché purtroppo un anno non è stato sufficiente - a quanto pare - a far passare quel senso di amaro; un anno ed una vita totalmente diversa non ha permesso che i silenzi cadessero e che un nuovo rapporto, basato su una sincera conoscenza, potesse sorgere dalle ceneri di una lunga storia...
Un anno non ti è stato sufficiente a ricordare che al di là di tutto c'era stima tra di noi, un anno non ti è stato sufficiente a comprendere che troppe cose importanti abbiamo condiviso - esperienze fortissime - e che forse proprio per rispetto nei confronti di tutto quello che abbiamo vissuto non era il caso di perderci...
Mi ricordo tutte le parole che ci siamo detti: TUTTE!!!! e ricordo la promessa che tu per primo mi avevi fatto... Non l'hai mantenuta.... Io posso dire di averci provato. Se ci sono delle ragioni come la rabbia, la gelosia (non tua.... !), l'odio posso comprenderle, ma non condividerle: il profondo rispetto che nutro verso ogni persona me lo impedisce. Soprattutto speravo che l'amore potesse tramutarsi in qualcosa di altrettanto bello, e non in totale odioso disinteresse: sono accadute molte cose in un anno, nella tua e nella mia vita; e tu hai deciso che era il caso di ignorarle!!!! un gran gesto di classe.....
Questa volta, io non ho alzato muri.....
Mi spiace... amen!

Monday, November 23, 2009

una catena invisibile imprigiona un paio di ali nere..... prigionia apparente; silenziosa attesa.....

Saturday, November 07, 2009

Dalla finestra...

http://img515.imageshack.us/i/lagoi.gif/


... della Casa del Personale di Brissago, in un giorno di novembre....

Monday, November 02, 2009

Roberto Bolle....

http://www.youtube.com/watch?v=3enJeUSU90M&feature=related

Questo video mi mette le lacrime agli occhi....

.... tutto quello che non sono....

Wednesday, October 21, 2009

La nostra psiche ha dei grossi buchi neri. Quando li attraversi scopri però che sono pieni di pensieri, parole, fatti che vorresti dimenticare, vorresti non aver mai vissuto, vorresti non ti appartenessero. Ed invece sono lì, pronti a riemergere prorompenti e a bruciare ancora.
Guardarsi indietro è spesso interessante: ci permette di guardare dove siamo arrivati.
Guardarsi indietro è spesso doloroso: ci mette davanti ai nostri sbagli.
Guardare indietro mi fa male e guardare avanti mi mette paura. Resta il presente.... ma cosa resta di un presente, stretto nella morsa di due macigni?

Wednesday, October 14, 2009

Ora di cena nella casa del Personale

Coloro i quali mi conoscono probabilmente storceranno un po' il naso di fronte ad un post di mio pugno nel quale affronto il tema del cibo ed, in modo particolare, della cena; i più suppongono che io spessi salti i pasti della giornata e si vocifera anche che io non sappia cucinare: sono un po' delle mezze-verità, nel senso che qualche volta è capitato che saltassi un pasto (mancanza di tempo e mancata compliance da parte dello stomaco) e cucino molto di rado, anche se alcune pietanze mi escono veramente bene (si accettano testimonianze!!!).
Un fatto è certo: devo organizzare la cena spesso avendo a disposizione pochi ingradienti, poiché non vado molto spesso a fare la spesa e questa pigrizia è diventata ancora più grave lungo le rive di questo lago, causa vento, stanchezza, strada in salita etc etc. Ma, nonostante ciò ed ammettendo che non mi delizio con cene luculliane, MAI, e dico MAI, mi sono lanciata in abbinamenti poco apprezzabili o abbia degustato schifezze ed intrugli strani...
D'altro canto, è noto che noi Italiani in fatto di cibo siamo dei maestri, e a maggior ragione di fronte a certi piatti preferiamo morir di fame piuttosto che farci del male. Ma stasera, qui nella casa del Personale della Clinica Hildebrand e in particolare nella cucina del secondo piano, si è verificato un "qui pro quo" internazionale culinario che neanche i Consolati potranno risolvere.
Ma veniamo ai fatti: ero al tavolo a consumare il mio frugale pasto, ovvero (per la gioia della mia mamma, che mi urlerà dietro dicendo che non mangio mai a sufficienza) patate, carote, tonno, accompagnato da gallette di riso e mais, acqua naturale e mela: un piatto sano, direi, poco calorico, in grado di permettere una buona digestione e un buon sonno notturno, tenendo sempre d'occhio la linea...
Ed ecco che fa il suo ingresso la neo-arrivata tirocinante tedesca: dal freezer tira fuori un panino imbustato surgelato (marchiato Buitoni) a quanto pare pieno zeppi di funghi, intrugliato con qualche strana salsina, giusto per dare consistenza e spessore.... non contenta, la nordica biondina decide di rimpinzarlo con dei wurstel (ragazzi, è tedesca) e con il sugo all'arrabbiata della Barilla, sparso un po' come se fosse del ketchup. Prende un piatto di portata, ce lo schiaccia sopra, alza la temperatura del forno e ce lo sbatte dentro... poi, con evidente soddisfazione, se ne va, non senza prima dare uno sguardo al mio piatto (evidentemente con aria di disapprovazione). Resto lì basita, forchetta in mano.... guardo il forno, poi il mio piatto; allora, presa da un raptus di follia e dalla voglia di farmi del male, mi dirigo verso il frigo, prendo il tubetto della maionese e ce ne metto una noce giusto sul lato del piatto... Soddisfatta, mi riaccomodo e ceno!
Ora, di cose strane dal punto di vista culinario qui ce ne sono: ancora questa storia che tutto vada messo nello stesso piatto non mi convince, e conosco persone (tipo Valeria) che piuttosto non mangerebbero.... ed altre (tipo Manuela) che sarebbero prese da una sincope vedendo tutto il burro utilizzato e il maltrattamento che subiscono i poveri funghi.... D'altro canto non mi sorprendo neanche più a vedere la gente che pranza col cappuccino.... E' sorprendente inoltre la modalità di riutilizzo di concetti spesso estremamente specifici, quali ad esempio il sugo della Barilla, che diventa a volte un po' come il prezzemolo o il limone!
Le chiamano realtà diverse... bah! Io continuerò a fare i miei pasti frugali, lascio agli altri la possibilità di tuffarsi in questi esperimenti.
Un bacio

Un libro al giorno

http://www.readallday.org/home.html

.... sarebbe oltremodo interessante vivere, almeno per un paio di giorni, la condizione della curatrice di questo blog, tale Nina Sankovitch. A quanto pare a seguito della perdita della sorella - grande amante della lettura - per una malattia, ha deciso di provare a leggere un libro al giorno: la sua volontà quella di eguagliare il numero dei libri che sua sorella avrebbe letto se fosse rimasta in vita.

Ogni giorno, dunque, dall'alba fino a notte inoltrata, in qualsiasi luogo che sia congeniale alla cosa, legge. E pubblica il suo pensiero.

Ora per quanto evidentemente io faccia un po' fatica a credere che sia questa la reale tempistica della lettura della signora, a meno che non legga libelli come Doppio Sogno, è pur sempre ammirevole ed invidiabile.... a causa della stanchezza di una giornata, oramai spendo così poche ore a questa attività che amo; ma gli occhi son fin troppo stanchi a volte anche per solo guardare....

Per cui, a questa signora, il cui progetto è in realtà in scadenza, auguro di leggere righe entusiasmanti, storie interessanti e di personaggi ammalianti.

Monday, October 05, 2009

Buona notte svizzera

Sono quasi oramai 4 settimane che la mia avventura qui in terra svizzera è iniziata. E non mi ha ancora abbandonata il senso di disabitudine a questo ambiente e questa vita. Sento che questo posto non mi appartiene, lo sento ancora del tutto sconosciuto ed inconoscibile; è come se sentissi già vicina la scadenza, che in realtà e direi, per certi aspetti, anche fortunatamente è comunque relativamente lontana.
Mi trovo di nuovo a vivere quella strana sensazione di isolamento - a volte anche da me ricercato - che mi aveva carpito quasi cinque anni fa, al mio arrivo a Pavia. Qui è la medesima sensazione, come se da un momento all'altro tutto dovesse finire per far rimanere solo... niente!
Il tentativo incessante di guardare oltre a questo periodo, alla ricerca di appigli e di sostegni, forse, sta rendendo il presente stesso come aleatorio, impalpabile... le ore scorrono, mai veramente in maniera lenta, come il silenzio della sera imporrebbe; al contrario a volte mi sorprendo a guardare fuori dalla finestra e scoprire il lago nuovamente immerso nella tenebre, a scorgere le luci dei paesi che sono al di là dello specchio d'acqua, ad intravedere la luce di qualche barchetta che solca questo bacino acquoso così fermo.
Il tempo scorre ed è già ora di andare a dormire.... ad un'ora che pochi mesi fa mi sarebbe apparsa quasi giorno... e invece qui è giustappunto il preludio della notte.
Follie di una mente ansiosa? O spasmi di un animo reso silenzioso? Od infine agitazione interiore di un cuore recalcitrante?
Forse tutto insieme e nulla di tutto questo.
Per il momento... buona notte!